La Mazzetta dello Sport

Organo d'informazione ufficiale della Lega Fantacalcio ISC (Intenditori Sopraffini Calcio)

martedì, ottobre 11, 2005

LAPE: tutta la verità

La redazione della Mazzetta è miracolosamente entrata in possesso della versione originale dell'articolo apparso sul sito del quotidiano "Repubblica", prima che le forbici della pornodirigenza si abbattessero su questo scorcio di perdizione e decadenza. In grassetto le parti censurate, prima delle modifiche apportate dalla longa manus della Darsena.

"L'ho scosso, non si svegliava" di NICCOLÒ ZANCAN
L'auto su cui era arrivato, una Fiat Panda ultimo modello, l'hanno fatta portare via alle undici di mattina, quando tutto era già perfettamente chiaro. "Lape ha suonato al citofono di casa mia alle tre di notte, invitato da due amici che mi avevano rimorchiato ai Murazzi presentandosi come membri del Billionaire, il Ricca e Giacinte. Posso dire che ci siamo addormentati all'alba e che alle nove di mattina mi sono tirato su per primo. L'ho visto sul letto, ho cercato di scuoterlo ma aveva agli occhi strabuzzati, sconvolti, non dava segni di vita. Ho capito che stava molto male, aveva esagerato. Il Ricca e Giacinte hanno detto "Bella!", preso su il soprabito e il portafogli di Lape e infilato le scale di servizio, mentre io ho chiamato subito i soccorsi dal telefono di casa, la voce registrata sul nastro della centrale operativa del 118 è la mia". È la voce di Lino B., 50 anni, origini baresi, conosciuto da tutti gli inquilini con il nome d'arte di Patrizia e soprannominato da molti "il carabiniere". "Perché nel quartiere è una specie di istituzione. Da anni si trova all'angolo fra corso Massimo d'Azeglio e via Canova. Sempre lì a partire dalle dieci di sera come una sentinella, persino rassicurante". L'indirizzo è via Marocchetti 21. Si sono ritrovati in quattro in un alloggio di quaranta metri quadrati con le finestre affacciate sul cortile. Al piano terra di un palazzo moderno: scale di marmo, moquette verde, i nomi sul citofono illuminati di luce azzurra. È una zona residenziale. Ci sono pochi negozi. I primi uffici della Fiat, la redazione della Stampa e il Po, tutto nel giro di pochi passi. L'autoambulanza per il soccorso avanzato ha imboccato la via contromano alle 9,05 poichè l'imbocco della strada era stato barricato con dei cassonetti, forse da qualcuno che aveva interesse a ritardare i soccorsi. Il medico sapeva che era un intervento di massima urgenza. "Mi ha detto che dieci minuti dopo sarebbe stato troppo tardi - racconta Lino B. - mi dispiace tantissimo ma ho fatto quello che potevo, sono sconvolto, Lape è un ragazzo molto sensibile, una brava persona".
Gli impiegati della ditta Savatec Strumenti hanno visto la scena dalla finestre degli uffici: "L'ambulanza ha rischiato un frontale contro un motorino in impennata con su due tizi che andavano a manetta agitando delle specie di manganelli, i barellieri sono stati dentro alcuni minuti. C'era grande agitazione. Ora, tutti noi conosciamo e salutiamo Patrizia, la sua è una presenza che non passa inosservata. Ma nessuno di noi poteva immaginare che su quella barella ci fosse Lape". Questione di prospettive. Perché se è una sorpresa per chi vive la zona di giorno, forse lo è meno per chi lavora di notte. Molti raccontano di auto ferme nel controviale, sguardi e frasi dette dal finestrino: "Anche da persone molto importanti". Nel palazzo Patrizia non riscuote indifferenza. "Porta clienti, amici, c'è un viavai continuo, macchinoni eleganti in doppia fila. Un paio di volte mi è sembrato di vedere perfino Adriano. Sinceramente non è il massimo come vicino di casa", dice una signora bionda che vive al quarto piano. Altri invece hanno parole d'affetto: "Saluta con quella sua voce particolare, sempre gentile, l'altro giorno gli ho chiesto aiuto per riparare l'antenna della televisione". Lino B. ieri pomeriggio è stato sentito in questura. Ha ripetuto ogni cosa con tristezza e pazienza: "Non era la prima volta che ci vedevamo". Era preoccupato per il suo cane: "Chi gli dà da mangiare? Di certo non quei due lestofanti di Ricca e Giacinte, nel trambusto si sono portati via anche i miei vibratori preferiti". Era preoccupato per se stesso: "Non ho fatto niente di male, vero che mi lasciate andare?". I genitori chiedevano di lui, spaventati dal silenzio. Sono abituati a sentirlo ogni pomeriggio al telefono di casa: "Cosa è successo?". È stato scortato alle sette di sera, assieme ai suoi due amici recuperati dagli investigatori in un coffee shop di Amsterdam, in un appartamento sicuro nella zona Navigli di Milano. Lontano da via Marocchetti, via dallo scandalo. Ma tutti nel quartiere si sono accorti che per la prima sera, da chissà quanto tempo, "il carabiniere" non era in servizio.

4 Comments:

  • At 11 ottobre, 2005 12:19, Blogger polly80 said…

    che pugnalata alle spalle! i Barzotti che soffiano così sulle ceneri dello scandalo. allora vuoi la guerra!

     
  • At 11 ottobre, 2005 12:39, Blogger El Presidente said…

    Riceve a un altro domicilio attualmente...

     
  • At 11 ottobre, 2005 16:38, Anonymous Anonimo said…

    Vi do un indizio... Lapo decide di fare fuori la Triade juventina. Prima Giraudo, poi Moggi e Bettega... e guarda guarda, una settimana dopo si becca una partita di coca tagliata male da un traveda... non vi suona un po' strano per il nipote di uno che tirava di coca da quando è nato e che potrebbe avere modellame assortito di prima qualità? Dov'è Ellroy?

     
  • At 11 ottobre, 2005 17:03, Blogger El Presidente said…

    Gli amici del traveda dicono che la coca l'aveva portata lui. E hanno aggiunto che per entrare è passato dal camino...
    Ma ci sarà un legame anche con il caso Calissano? Ricca, che stai tramando???

     

Posta un commento

<< Home