La Mazzetta dello Sport

Organo d'informazione ufficiale della Lega Fantacalcio ISC (Intenditori Sopraffini Calcio)

lunedì, luglio 18, 2005

Storia di un abbonato

Riporto integralmente un ameno raccontino scovato in rete.

Cari interisti, Grazie a Sir Olivari ho la possibiltà di condividere con voi l’ annuale umiliazione collettiva erroneamente definita, da questa informe cosa strisciante facente le funzioni della società F.C. Internazionale, prelazione per gli abbonati. Ammetto che il mio approccio mentale alla faccenda è simile a quello di un condannato: comincio mediamente a marzo a rompere le balle a tutti quelli che hanno l’ardire di ascoltarmi, con i seguenti refrain ossessivi:
a) col cazzo che rinnovo l’abbonamento anche stavolta; b) giuro che faccio la tessera al Mantova; c) voglio avere più tempo per altre cose, magari mi iscrivo in palestra (risate). Certo, dopo diciotto (18) stagioni a gelare nel catino di piazza Axum, 396 partite ufficiali e una sessantina di trasferte alle spalle, con un palmares simile a quello dell’immarcescibile Glen Peter Stromberg, anche ad un fanatico potrebbe scendere la catena. Io no, e con me so che siamo tanti, almeno 15-18000 persone che rinnovano ogni maledetta stagione lo stesso posto, in maniera quasi feticista, versando l’obolo al club convinti intimamamente di essere non una parte, ma almeno un pixel nel mosaico della nostra tradizione. Sta minkia, miei cari, ve lo dico io cosa siamo: mucche da mungere, tossici che a prescindere da tutte le schifezze, sportive e non, che gli possono essere perpetrate saranno sempre lì, coi soldi in bocca, ad aspettare, come brutte comparse in un video di Lou Reed ai tempi dei Velvet Underground. Pensate stia esagerando? Ora vi racconto il mio ultimo rinnovo, avvenuto il 23 Giugno, prima che Bobo Vieri diventasse un nemico e che il nostro 'proprietario' spaccasse il salvadanaio dei figli per comprare un paio di giocatori almeno presentabili (Wome non lo considero tale).

Conscio della drammatica e storica inefficienza del servizio biglietteria dell’Inter, l’anno scorso persi la prima di campionato in casa perché avevano spedito il mio abbonamento ad Aosta, ad Inter-Basilea ricordo una distribuzione dei biglietti di modello Heysel, e potrei andare avanti per ore, contatto il numero verde della società, dove, al terzo tentativo, vengo posto in comunicazione con una solerte operatrice. Chiedo nell’ordine: modalità di pagamento, carte di credito accettate, e luoghi del ritiro. Mi viene detto che sono accettate tutte le carte ed il bancomat, oltre agli assegni e che il ritiro è effettuabile dal primo agosto presso la sede centrale della BPM a Milano. Alla mia specifica richiesta sull’accettazione dell’American Express mi viene risposto con uno squillante 'Certamente!', simile a quello di Lippi quando gli chiesero se era convinto di smazzare Simeone alla Lazio. Mi presento, bello come una Coppa Campioni, allo sportello di Piazza Meda, dove un altro sparuto gruppo di maniaci espletava il salasso annuale con una faccia simile ad un acquirente di porno in una edicola notturna. Mi avvicino al desk ed una signorina in polo dell’Inter (tutti li dentro indossano lo stemma del club, indegni) riceve le mie due tessere, primo anello arancio, il mio documento di identità e la liberatoria al trattamento dati personali già firmata. Controlla la corrispondenza dei dati, mi porge delle semplici domande, insomma, sembra una transazione commerciale, ma hey, siamo la 'pazza Inter', vorremo mica smentirci? Al momento del pagamento l’operatrice osserva la mia carta platino come un’eruzione cutanea particolarmente disgustosa sul pene del proprio compagno: solo Cartasì e bancomat, oppure contante. E sorride. Cazzo ridi? Mi verrebe voglia di tirarle in faccia la mia arrabbiatura: essere vittime di un criterio di marketing da finanziaria a piramide albanese è già oltraggiante, se poi a farti questo simpatico giochino è il club che ha indotto la tua mente ad assistere a momenti come Ancona-Inter, il 5 maggio, il 6 a 0, due eliminazioni in Champions, il furto dei Doriani nel’91, Taccola che non copre Gullit nel ’93...basta sennò piango sul Mac, allora potrete immaginare che anche la ben nota signorilità del Garlini può avere degli scossoni. Esprimibili in: il vostro call center mi ha fornito informazioni errate, il problema è vostro. Risposta: c’è un bancomat, prelevi. Certo 1560 Euro da un bancomat...

Dopo questo illuminante scambio, corroboato dalla garanzia fornitami che nel pomeriggio avrei potuto tornare (col cash) e ottenere la mia dose annuale, sono uscito, in una Milano come al solito orrenda ed inquinata, con un motto profondo dell’anima: questa volta ve ne potete andare a fare in culo, pezzenti. Si, voi e vostri giochini per ottenere cash e non pagamenti elettronici, per chissà poi quale fine, considerando che la menate da anni sul fatto che siamo troppo avanti, siamo la società del 'I love Inter' con la campagna abbonamenti firmata da uno del Leonkavallo, il subcomandante Marcos in mondovisione e le svastiche in curva. Basta con i 26 (contati) terzini sinistri che mi avete spacciato per giocatori, basta con fantasisti di terz’ordine che ardiscono ad insultare ME e gli altri, che quando il club aveva 19000 abbonati eravamo sempre lì, basta con cervellotiche rivoluzioni, gobbi ripuliti piazzati in panchina e altre cirillate.STOP. E’ stato un po’ come smettere di fumare: per la prima ora stai bene, poi sale la scimmia. Ma determinato a non ricaderci corsi a cercare il sostegno morale della Signora Garlini, la mia insostituibile (almeno quanto Cambiasso) moglie, convinto di sentirla trillare 'Amore, finalmente potremo stare più tempo insieme', invece la Lady mi ha pigliato per un orecchio e scortata dal mio driver di fiducia mi ha trascinato, lagnoso come un Doni qualsiasi, nuovamente al cospetto della mia dipendenza.

Fummo i primi ad accedere ai banchi dopo l’apertura del pomeriggio.Ci ripresentammo davanti alla stessa signorina del mattino, impegnata nella seguente discussione con una sua pard: 'MIII quanta gente, non posso andarmene?--Eh no, stai li poi vediamo'. Il tutto con una quarantina di sfigati già in fila. Naturalmente tutta la pratica era da rifare: Lady Garlini, che è donna di polso, prende in mano la situazione: si attacca alla tipa come un pitbull, la flooda di domande fino a quando la stampante non sputa le ricevute di pagamento: impugna a quel punto la Visa e punta verso il Pos come Nicola Berti a Monaco nell’88. la scena non passa inosservata, ed uno che riconosco come il responsabile della distribuzione biglietti ad Inter-Basilea (ricordate?) si avvicina con fare arrogante all’azione. Vengo placcato dal mio uomo di fiducia, eveidentemente edotto dalla lady sulla mia tendenza a mordere le orecchie degli sventurati che osano frapporsi fra me ed i miei interessi, proprio mentre il Pos sputa la magica ricevuta-transazione eseguita- un altro anno all’inferno. Il mio cervello emette una litrata di endorfine, come uno in coma vengo accompagnato verso l’uscita mentre blatero ringraziamenti alla mia consorte misti ad invettive tipo 'Era meglio con Pellegrini'. Anche stavolta è andata. Ma non mi sfugge una cosa: almeno metà di quelli che si stanno avvicinando alle casse impugnano una American Express: per un secondo una scarica di collera mi lacera. Poi mi sgonfio: è inutile ribellarsi, questi inetti sono come le assicurazioni, la perdita dei capelli e i milanisti: non ce ne libereremo mai. Ora. Mia moglie sta meditando una class action di donne di interisti con almeno dieci anni di tessere, contro il Club: motivo, il progressivo peggioramento dell’igiene mentale dei consorti, oltre ai danni morali. Ve l’ho detto è donna di polso.

Rispettosamente

Nacka Garlini

Il mio commento è: utente Mac, frequentatore del primo anello arancio, carta di credito platinum, dimestichezza con parole come "cash" e "flooda" e velato disprezzo per il Leonka e il subcomandante Marcos... questa fighetta non merita di essere dei nostri!!!

venerdì, luglio 15, 2005

Da grande vorrei fare il giornalista sportivo

Eccovi una breve rassegna stampa dei quotidiani sportivi di oggi sul mercato dell'Inter:

- Gazzetta dello Sport: "Chivu - Cassano: tandem da Inter"
- QS: "Inter su Vucinic"
- Tuttosport: "Inter: Figo e Samuel aspettano, tentativo Corradi"
- Corriere dello Sport: "Roma, avanti con Cassano"

Nel frattempo, la stampa belga parla di un'offerta di 12 milioni di euro per Kompany.

E' facile, basta inventare una cazzata diversa ogni giorno, prima o poi qualcosa azzecchi...

mercoledì, luglio 13, 2005

non solo mazzetta dello sport

Forse non è opportuno
forse questo è uso personale di mezzo pubblico
sento però l'urgenza di comunicarlo
Fino ad ora il peggior album dell'anno è "In Your Honor" dei Foo Fighters, in cui il rapporto aspettative/presa d'atto è agghiacciante
Se tra i frequentatori del blog c'è Dave Grohl, chiedo spiegazioni su 'sto schifo